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Galileo e la Musica. Pisa – 21 ottobre 2014. Aula Magna del Liceo Musicale Statale, “G. Carducci” Via San Zeno 3.

In occasione dei 450 anni dalla nascita di Galileo Galilei, la Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, insieme ai Comitati per l’apprendimento praticoo della Musica e per lo sviluppo della Cultura Scientifica e Tecnologica, l’Universitò degli Studi di Pisa, a La Nuova Limonaia e alla Provincia di Pisa, organizza a livello nazionale un convegno di studi rivolto a docenti e studenti dell’Università e della Scuola.

L’importante ricorrenza consente a studiosi, ricercatori, insegnanti ed allievi di continuare a indagare il significato complessivo dell’opera di Galileo, che consiste , di certo, in una rivoluzione scientifica e metodologica, ma anche in una visione complessiva del mondo e della cultura.
In particolare, tale occasione è utile per mettere in luce lo speciale rapporto tra l’ “artista toscano” (la definizione è di John Milton) e la musica. Galileo, abile nel suonare il liuto, ha avuto molto dalla musica: addirittura il suo imprinting epistemologico, secondo Stillman Drake. E ha anche dato molto alla musica, favorendo un cambio di paradigma storico, dalla dimensione matema tica tipica di Pitagora (la musica come armonia di numeri) a quella fisica e fisiologica moderna.
L’obiettivo della Giornata Galileiana è approfondire questi temi e verificare come la rivoluzione scientifica del XVII secolo che ha dato origine all’era moderna sia profondamente intrecciata con la storia della musica.
Da questa prospettiva, il portato dell’opera dello scienziato pisano diventa oggetto di un approccio epistemologico posto tra “scientia e humanities”.
L’intreccio di più ambiti disciplinari, dalla fisica e dalla matematica, alla musica e all’arte, fino alla filosofia e alla letteratura, nella concezione educativa e nella pratica didattica, mira a favorire il superamento della separatezza delle materie e la frammentazione dei contenuti e a cogliere sia la complessità della conoscenza, sia la relazione tra i diversi campi del sapere. In questo senso, l’intervento musicale degli studenti durante le sessioni di lavoro sostiene la concezione dell’unità del sapere tra pensare e fare.
D’altra parte – come indica l’insegnamento galileiano – la conoscenza implica ragionamento logico e argomentazione razionale, creatività e immaginazione, curiosità e intuizione, ma anche esperienze pratiche ed esperimenti empirici, emozioni e sentimenti. In breve: ieri come oggi la conoscenza come avventura umana, sintesi di teoria e pratica, di “logos” e “physis” per ideare nuovi orizzonti ed esplorare diversi territori, per favorire l’innovazione e promuovere il progresso della civiltà.

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